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venerdì 16 marzo 2012

Terra Cruda: come, dove, perchè?

Ci tengo a riservare un piccolo spazio per poter parlare di un materiale che ho conosciuto da poco, la terra cruda. Non mi metterò a spiegare nei minimi dettagli la composizione chimica, tutti gli edifici realizzati e le tecniche ma mi limiterò a spiegare il perchè, secondo me, questo materiale ha ottime potenzialità, anche nella nostra amata Italia.

Innanzi tutto la terra è ABBONDANTE, MALLEABILE, FACILE DA METTERE IN OPERA, PLASTICA, DOTATA DI ELEVATA INERZIA TERMICA E RICICLABILE e infine è un materiale REGIONALE (anche se non tutti i suoli sono adatti).

I vantaggi non sono finiti qui! 
Può assorbire e rilasciare l'umidità molto più rapidamente di qualsiasi altro materiale da costruzione, ben bilanciando così il clima indoor. Questa cosa è influenzata anche dalla capacità di questo materiale di immagazzinare calore nelle zone con una notevole escursione termica.

Si possono contenere gli sprechi di energia perchè la preparazione, il trasporto e la messa in opera della terra richiede solamente l'1% dell'energia necessaria per le stesse identiche azioni citate prima che riguardano i mattoni tradizionali o il cemento armato! Possiamo interpretare questo dato anche come una riduzione dell'inquinamento ambientale.

Può essere riusata diverse volte e anche un terriccio secco e asciutto può essere riutilizzato dopo esser stato in ammollo in acqua; in questo modo l'argilla non diventa mai un materiale di scarto che danneggia l'ambiente.

Si risparmia, come detto prima, sui costi di trasporto perchè spesso la terra si trova sul sito o nelle immediate vicinanze. Il terreno di scavo per le fondazioni può essere utilizzato addirittura per le costruzioni in terra vere e proprie. 

La terra è perfetta per preservare diversi materiali come il legno: grazie alla sua basicità e al basso contenuto di umidità (dallo 0,4% allo 0,6%) protegge il legno da funghi o insetti (che per vivere necessitano almeno del 14% - 18% di umidità) tenendolo asciutto. Allo stesso modo l'argilla può preservare anche le piccole quantità di paglia che sono miscelate con essa.

Anche se non è stato ancora dimostrato scientificamente, c'è la possibilità che l'argilla assorba le sostanze inquinanti: i muri in terra sembra siano in grado di assorbire gli inquinanti disciolti in acqua e migliorare la qualità dell'aria dell'ambiente indoor.

Arriviamo ora al punto che "ci interessa": la terra cruda è perfetta per l'autocostruzione perchè, a condizione che il processo costruttivo venga supervisionato da un esperto, le tecniche della messa in opera possono essere facilmente eseguite da non professionisti e perchè non richiedono l'uso di utensili e materiali particolarmente sofisticati e costosi.

Ci sarebbero ancora moltissime cose da dire sulla terra cruda (tutte le tecniche, la composizione ideale, la chimica-fisica) ma per quello vi rimando al libro "Building with the Earth. Design and Technology of a Sustainable Architecture" di Gernot Minke, che può anche essere facilmente reperito in pdf su internet.

Vi lascio con delle immagini tratte proprio da questo libro di due progetti in terra cruda in due zone completamente diverse: il primo è un edificio per uffici a Nuova Delhi, progettato proprio dal nostro amico Minke, mentre l'altro è una scuola a Solvig, in Svezia.

E proprio per questa grande diversità tra i luoghi mi chiedo:
Può essere la terra cruda applicabile praticamente ovunque?
Potrebbe, con la sua economicità e riciclabilità, fornire una parziale risposta alla crisi che stiamo attraversando?
Potrebbe essere applicata anche in diverse zone del Sud Italia, visto che già in Sardegna, nelle Marche e in Abruzzo è stata ampliamente utilizzata?








Architettura fai-da-te: lezioni "on line" grazie ad Archisocial

Tramite il passaparola sono venuta alla conoscenza di un sito molto interessante: www.archisocial.it.
In che cosa consiste? La spiegazione esatta è riportata qui di seguito ed è stata copiata e incollata dal loro sito:

"archisocial nasce nel 2005 per creare un network sull’architettura nei Paesi in Via di Sviluppo (PVS), riunendo un archivio di informazioni e di materiale alla raccolta di progetti e proposte che utilizzino tecnologie ‘povere’, materiali a basso costo e manodopera locale.
Per costruire nei PVS si ha infatti bisogno di un’adeguata preparazione tecnica e culturale, da unire a una progettazione di buon livello: semplice, economica, ma – soprattutto – dignitosa
."

Questa ultima frase è il punto di partenza per qualsiasi progettazione pensata per i Paesi in via di Sviluppo ed è anche la ragione per cui tra i vari materiali presenti nel sito sono stata colpita dalla "Breve guida per costruire in un Paese nel Sud del mondo" e da una serie di filmati mirati proprio a gettare le basi per un'autocostruzione adeguata.



Il mio commento è che l'iniziativa è notevole, d'aiuto ed efficace; i filmati sono chiari e si guardano volentieri. Molto interessante e ben realizzato è il filmato sul Cantiere del Centro di aggregazione per disabili di Wanging'ombe, regione di Iringa in Tanzania, a cura di Ignazio Caruso e Simona Rania, fondatori di archisocial.
Senza troppi paroloni, mi basta dire che trovo il progetto molto bello e curato, anche nei particolari della decorazione. Potrei sbagliarmi, ma noto anche che con la terra cruda sono state utilizzate le tecniche del    pisè (forse per le fondazioni o la base della muratura?) e dei BTC e dell'adobe. Se vi accorgete che ho detto delle cavolate fatemelo notare!
A breve sarà pubblicata anche qualche lezione sulla terra cruda, materiale da tenere assolutamente in considerazione per i nostri progetti futuri!